Un giornalista sta scrivendo un pezzo sugli affitti nelle grandi città e gli manca un dato. Se quel dato arriva dalla tua azienda, ed è solido, può finire nell’articolo con il tuo nome, davanti a lettori che ancora non ti conoscono. È questo, in piccolo, il lavoro delle Organic PR.
In questa guida vediamo cosa sono, come funzionano, in cosa si distinguono dall’ufficio stampa tradizionale e dalla pubblicità, quali formati usare, perché contano per la reputazione e per le risposte dell’AI e come misurare i risultati. Con qualche esempio, dichiaratamente ipotetico, per rendere tutto più concreto.
Cosa si intende per Organic PR?
Per Organic PR si intendono le relazioni con i media costruite su storie che i giornalisti scelgono di raccontare. Si crea un contenuto che interessa ai giornalisti (un dato, un commento, una storia) e lo si propone alle redazioni delle testate online. Quando la testata lo pubblica, l’azienda compare in un articolo scelto e scritto da un giornalista, davanti ai suoi lettori.
Rispetto alle PR tradizionali cambia il modo di lavorare. Non conta solo “uscire sul giornale”: conta dove esci, in che contesto vieni citato, chi legge quell’articolo e il fatto che resti online, a disposizione di chi ti cerca e degli assistenti AI che raccolgono fonti sul web.
In sintesi, le Organic PR servono a tre cose:
- visibilità: il tuo nome davanti a lettori nuovi, su testate di cui si fidano;
- credibilità: più fonti indipendenti che parlano di te, utili a clienti, partner e investitori che ti stanno valutando;
- presenza nelle risposte dell’AI: ChatGPT, Gemini e gli altri assistenti si basano anche sugli articoli delle testate autorevoli, e le uscite sui media aumentano le probabilità che ti nominino.
Cosa vuol dire la sigla PR?
PR è l’abbreviazione dell’inglese public relations, in italiano relazioni pubbliche (o pubbliche relazioni). Indica l’insieme delle attività con cui un’organizzazione costruisce e cura il rapporto con i suoi pubblici: media, clienti, istituzioni, comunità.
Nel linguaggio di tutti i giorni “PR” (letto “pierre”) indica anche chi promuove serate ed eventi nei locali. È la stessa sigla, ma un altro mestiere: quando si parla di Organic PR, il riferimento è sempre alle relazioni con i media.
Come funzionano, passo per passo
Ecco cosa fa, in concreto, un’agenzia di Organic PR o un gruppo di lavoro interno che se ne occupa. Cambiano i tempi e i formati, non la logica.
- Obiettivo. Si decide cosa ottenere: un numero di uscite, popolarità presso un pubblico preciso, presenza costante nel proprio settore. Senza un obiettivo chiaro è difficile dire se la campagna ha funzionato.
- Idea. Si cerca l’angolo notiziabile: una domanda a cui i lettori vogliono una risposta e che l’azienda può dare in modo credibile.
- Materiale. Si raccolgono e verificano i dati, si preparano i commenti degli esperti, si scrive un comunicato breve e chiaro. Per le basi c’è la guida su come si scrive un comunicato stampa.
- Proposta alle redazioni. Si invia la storia solo ai giornalisti che coprono quel tema, con un messaggio personalizzato. Mandare lo stesso testo a mille indirizzi fa perdere tempo e credibilità.
- Uscite e verifica. Si monitorano gli articoli pubblicati, si controlla come e in che contesto viene citata l’azienda, si raccoglie tutto in un resoconto verificabile, con testata, data, tipo di testata e titolo di ogni articolo.
Il passaggio che fa la differenza è il secondo. Una storia debole resta debole anche con la migliore lista di contatti.
Organic PR e ufficio stampa: le differenze
Le Organic PR nascono dall’ufficio stampa e ne usano gli strumenti: comunicati, rapporti con i giornalisti, interviste. Cambiano però gli obiettivi, i contenuti e il modo di misurare.
| Aspetto | Ufficio stampa tradizionale | Organic PR |
|---|---|---|
| Obiettivo | Visibilità e reputazione | Visibilità, reputazione e presenza nelle fonti che l’AI consulta |
| Testate | Carta stampata, TV, radio e web | Soprattutto testate online: nazionali, locali, di settore |
| Contenuti | Notizie sull’azienda: lanci, nomine, eventi | Storie utili ai lettori: dati, consigli, commenti |
| Tempi | Legati al calendario aziendale | Anche in tempo reale, sulla notizia del giorno |
| Misura | Rassegna stampa e numero di uscite | Uscite per tipo di testata, menzioni del marchio, presenza nelle risposte dell’AI |
Le due cose non si escludono. Un buon ufficio stampa digitale cura anche le notizie aziendali, ma le racconta pensando al web: dati riutilizzabili, immagini pronte, materiali per la stampa sempre disponibili sul sito.
Organic PR e pubblicità: cosa cambia
La pubblicità compra uno spazio: decidi tu dove, quando e cosa dire, e il lettore sa che stai parlando di te. Nelle Organic PR la storia arriva in redazione e, se è utile ai lettori, un giornalista sceglie di raccontarla, la verifica e la affianca ad altre fonti. Ne derivano vantaggi e limiti:
- ottieni uscite editoriali, cioè articoli scritti da un giornalista;
- a parlare di te è una fonte indipendente, e per chi legge vale più di un messaggio promozionale;
- in cambio non scegli la testata, la data di uscita né le parole dell’articolo.
Per questo, prima di partire, conviene fissare l’obiettivo della campagna in numero di uscite, cioè di menzioni del marchio sui media: nessuno può sapere in anticipo chi pubblicherà. È così che impostiamo le nostre campagne: continuiamo a contattare testate finché non raggiungiamo il numero concordato, e se una storia non basta ne lanciamo altre senza costi aggiuntivi. Lo spieghiamo nella pagina sul nostro metodo.
I formati più usati
Una campagna usa uno o più di questi formati, scelti in base all’obiettivo e alla storia da raccontare. Li trovi descritti uno per uno anche nella pagina dei nostri servizi di Organic PR.
Campagne con dati
Una ricerca originale, un sondaggio o l’analisi di dati pubblici (ISTAT, Eurostat, dati aperti dei Comuni) diventa una classifica o una scoperta. È il formato che si presta meglio alle versioni locali: una sola ricerca, un dato per ogni città o regione. Ne parliamo nella pagina Dati e ricerche.
PR reattive
Si parte da una notizia che sta già circolando (un’ondata di caldo, il cambio dell’ora, la maturità) e si offre alle redazioni un contributo in più: un consiglio pratico, un dato, un commento. Conta la velocità, perché il contributo serve mentre il pezzo viene scritto. In inglese si chiama newsjacking. Ecco come lavoriamo sulle PR reattive.
Commento esperto
Le persone della tua squadra diventano fonti per i giornalisti: un avvocato che spiega una nuova norma, una nutrizionista che commenta una moda alimentare. Funziona solo con esperti veri, con competenze verificabili, e con citazioni che l’esperto approva prima dell’invio. Approfondisci nella pagina sul commento esperto.
Notizie aziendali
Lanci di prodotto, investimenti, aperture, nomine. Sono le notizie classiche dell’ufficio stampa: nelle Organic PR si raccontano con un occhio al web, aggiungendo dati di contesto e una pagina di approfondimento sul sito.
Esempi di Organic PR, spiegati
Gli esempi che seguono sono ipotetici: mostrano il meccanismo, non sono campagne realizzate né uscite ottenute.
Esempio 1: la classifica locale
Un comparatore di offerte per internet casa analizza le misurazioni anonime della velocità fatte dagli utenti sul suo sito e stila una classifica dei capoluoghi di provincia. Il titolo possibile: “Le città italiane dove internet va più veloce, e quelle dove arranca”.
- Perché funziona: è un dato nuovo, facile da capire, con una versione per ogni territorio.
- Cosa può portare: occasioni di uscita su tante testate locali dalla stessa ricerca, con il nome dell’azienda legato a un tema che i lettori vivono ogni giorno.
Esempio 2: la notizia del giorno
Il giorno prima della maturità le redazioni preparano consigli per gli studenti. Una piattaforma di ripetizioni online propone cinque suggerimenti di una sua insegnante per affrontare la prima prova con calma, firmati con nome e ruolo.
- Perché funziona: arriva quando il tema è già in pagina e fa risparmiare tempo al giornalista.
- Cosa può portare: menzioni in pochi giorni, su testate generaliste e siti dedicati alla scuola, con l’insegnante presentata come esperta.
Esempio 3: l’esperto di riferimento
Un servizio di contabilità online mette a disposizione una commercialista per spiegare le scadenze della dichiarazione dei redditi. Il tema torna ogni anno, e una fonte chiara e disponibile diventa un contatto da richiamare.
- Perché funziona: risponde a una domanda che i lettori si fanno davvero, con la competenza di una professionista.
- Cosa può portare: citazioni ricorrenti nelle pagine di economia e risparmio, anno dopo anno.
Perché servono: popolarità, fiducia e AI
Per la popolarità e la visibilità del marchio
Ogni uscita mette il tuo nome davanti a lettori nuovi, dentro un tema che già li interessa. Una stessa storia ripresa da più testate raggiunge pubblici diversi: chi legge un quotidiano nazionale, chi segue il giornale della sua città, chi si informa sulle riviste del suo settore.
Per la fiducia
Chi ti incontra su una testata che conosce ti guarda con più fiducia. Vale per il cliente che sta scegliendo un fornitore, per il partner che valuta una collaborazione, per l’investitore che fa le sue verifiche, per chi pensa di venire a lavorare da te. Un articolo che riporta i tuoi dati o dà la parola ai tuoi esperti dice di te cose che il tuo sito non può dire con la stessa credibilità.
Per le risposte dell’AI
Strumenti come ChatGPT con la ricerca web, Gemini, Perplexity e le AI Overview di Google costruiscono le risposte partendo da fonti che considerano affidabili, e spesso le mostrano. Essere citati in articoli autorevoli sul tuo tema aumenta le occasioni di comparire tra quelle fonti e di essere nominati nella risposta. Nessuno può garantire una citazione, ma senza fonti che parlano di te è difficile esserci. Approfondisci nella guida alla visibilità nelle risposte dell’AI.
Come si misurano i risultati
Una campagna di Organic PR si misura su due livelli: prima le uscite, poi il loro effetto su come ti vedono i lettori, il tuo settore e gli assistenti AI.
| Cosa misurare | Cosa ti dice | Dove lo trovi |
|---|---|---|
| Uscite | Quante testate hanno ripreso la storia, con data e titolo di ogni articolo | Resoconto della campagna |
| Tipo di testate | Su quali tipi di testate sono arrivate le uscite: quotidiani nazionali, testate locali, di settore | Resoconto della campagna |
| Menzioni del marchio | Quante volte, e in che contesto, compare il tuo nome | Resoconto, avvisi come Google Alerts |
| Messaggi ripresi | Se gli articoli riportano i dati, i commenti e i temi che volevi far arrivare | Lettura degli articoli |
| Richieste dai media | Se i giornalisti tornano a cercarti come fonte | Contatti ricevuti dall’ufficio stampa |
| Citazioni nelle risposte AI | Se e come l’AI nomina il tuo marchio | Controlli periodici su un elenco fisso di domande |
Tre avvertenze:
- Conta dove esci, non solo quante volte. Un articolo su una testata letta dal tuo pubblico vale più di molte riprese su siti che nessuno legge.
- Popolarità, reputazione e presenza nelle risposte dell’AI crescono di solito nell’arco di qualche mese, non di qualche giorno.
- Lascia perdere l’AVE (Advertising Value Equivalent), il calcolo che dà a un articolo il prezzo di uno spazio pubblicitario della stessa misura. I Principi di Barcellona dell’AMEC, riferimento internazionale per la misurazione della comunicazione, affermano che l’AVE non rappresenta il valore della comunicazione.
Gli errori più comuni
- Parlare solo di sé. Una notizia sull’azienda interessa all’azienda. Ai giornalisti interessa ciò che interessa ai loro lettori.
- Usare dati deboli. Un sondaggio con un campione minuscolo o una metodologia poco chiara si smonta in fretta, e con lui la credibilità dell’azienda.
- Inviare a pioggia. Lo stesso messaggio a centinaia di contatti che non si occupano del tema.
- Pretendere di scrivere l’articolo. Titolo, testo e data li decide la redazione. Puoi rendere il lavoro del giornalista più facile (dati chiari, un esperto disponibile, immagini pronte), non imporgli cosa scrivere.
- Presentare come notizia un contenuto sponsorizzato. Un articolo sponsorizzato ha il suo posto, ma va dichiarato come tale: per chi legge non ha il peso di una notizia scelta da un giornalista.
Vuoi capire se la tua azienda ha una storia da raccontare ai media? Raccontaci il tuo progetto: ti diciamo se ci sono le basi per una campagna e da dove partire.
Domande frequenti
Le Organic PR funzionano anche per le piccole aziende?
Sì, se c’è una storia da raccontare. Una piccola azienda ha spesso dati, competenze o un punto di vista locale che le grandi non hanno. Conta più l’idea che l’investimento: meglio una campagna ben costruita che tante uscite deboli.
Quanto tempo serve per vedere i risultati?
Le PR reattive possono portare uscite in pochi giorni. Una campagna con dati richiede in genere alcune settimane tra ricerca, preparazione e invio. Gli effetti su popolarità, reputazione e risposte dell’AI si costruiscono di solito nell’arco di qualche mese.
Si può garantire un’uscita su una testata precisa?
No, non se si parla di spazi editoriali: la decisione spetta alla redazione, e nessuno può sapere in anticipo chi pubblicherà. Si può invece fissare, prima di partire, l’obiettivo della campagna: quante uscite deve portare, cioè quante menzioni del marchio sui media. È quello che facciamo noi: contattiamo testate finché non lo raggiungiamo, e se una storia non basta ne lanciamo altre senza costi aggiuntivi.
Organic PR e influencer marketing sono la stessa cosa?
No. L’influencer marketing lavora con creatori di contenuti e profili social. Le Organic PR lavorano con giornalisti e testate, proponendo storie che le redazioni scelgono di raccontare. Possono convivere nella stessa strategia, ma hanno regole e obiettivi diversi.