Il comunicato stampa è lo strumento più classico delle relazioni con i media, e spesso il più sprecato. Tanti comunicati vengono scartati dopo due righe, non perché la notizia sia debole, ma perché sono scritti per chi li manda e non per chi li riceve.

Qui vediamo cos’è, come si scrive pensando a chi lo legge, cosa cambia online e a chi inviarlo. Con un esempio completo da usare come traccia.

Cos’è un comunicato stampa

Un comunicato stampa è un testo breve con cui un’azienda, un ente o una persona comunica una notizia ai giornalisti. Non è un articolo e non è una pubblicità: è una proposta. Il giornalista la legge, decide se c’è una notizia per i suoi lettori e, se la usa, la riscrive, la accorcia o la integra con altre fonti.

Per questo un buon comunicato contiene tutto quello che serve per scrivere un pezzo: i fatti essenziali, il contesto, una citazione di una persona reale, i materiali (foto, dati, documenti) e un contatto che risponde.

Quando ha senso scriverne uno

Serve quando c’è qualcosa di nuovo che interessa anche a qualcuno oltre a te. Per esempio:

  • il lancio di un prodotto o di un servizio che cambia qualcosa per chi lo usa;
  • un’apertura, l’arrivo in una nuova città o in un nuovo mercato;
  • un nuovo finanziamento, un’acquisizione, una nomina di rilievo;
  • una ricerca o un’analisi di dati con risultati mai pubblicati;
  • un evento aperto al pubblico o un’iniziativa sul territorio.

Non serve per le notizie che interessano solo a te, come il nuovo logo o la nuova grafica del sito. Lì il rischio non è solo di non uscire: è di abituare i giornalisti a ignorare le tue email.

Cosa cerca un giornalista in un comunicato

Chi lavora in redazione riceve molte proposte ogni giorno e decide in pochi secondi, dall’oggetto dell’email e dalle prime righe. Le domande sono sempre queste:

  • È nuovo? Qualcosa che non si sapeva, o un dato mai pubblicato prima.
  • Interessa ai miei lettori? Un quotidiano locale e una rivista di cucina cercano cose diverse.
  • È verificabile? Numeri con una fonte, persone con nome e ruolo, date e luoghi precisi.
  • Posso usarlo subito? Testo chiaro, immagini pronte, qualcuno da chiamare.

Se il tuo comunicato risponde sì a queste domande nelle prime righe, hai già fatto la parte più difficile.

La struttura di un comunicato stampa

La struttura classica è quella della piramide rovesciata: le informazioni più importanti in alto, i dettagli in basso. Se il giornalista si ferma al primo paragrafo, deve aver già capito la notizia.

Parte A cosa serve
Intestazione “Comunicato stampa”, città e data. Se c’è un embargo, va scritto qui, ben visibile.
Titolo La notizia in una riga, con i fatti: chi, cosa, dove. Niente frasi a effetto.
Sommario Due o tre righe sotto il titolo con i dettagli che completano la notizia.
Attacco Il primo paragrafo: chi, cosa, quando, dove e perché.
Corpo Contesto, dati con la fonte, dettagli pratici, in paragrafi brevi.
Citazione Il punto di vista di una persona reale, con nome e ruolo.
Chi è l’azienda Tre o quattro righe di presentazione, sempre uguali.
Contatti stampa Nome, email e telefono di chi risponde davvero, più dove trovare i materiali.

Come si scrive un comunicato stampa efficace

Scrivi il titolo che scriverebbe il giornalista

Il titolo migliore è quello che una redazione potrebbe usare quasi così com’è. Contiene la notizia, non un aggettivo. “Nasce una nuova esperienza di mobilità” non dice niente; “A Bologna la bici si ripara sotto casa, su prenotazione” dice cosa succede e dove.

Lascia fuori parole come “leader”, “innovativo”, “eccellenza”: in redazione suonano come pubblicità e sono le prime a sparire.

Metti i dati in alto, con la fonte

Se hai un numero forte, deve stare nel titolo o nell’attacco, non al quinto paragrafo. Ogni dato va accompagnato dalla fonte: un’indagine affidata a un istituto di ricerca, dati pubblici, dati interni dell’azienda. Per sondaggi e analisi aggiungi in fondo una breve nota di metodo con campione, periodo e fonte; per un sondaggio indica anche chi lo ha commissionato e chi lo ha realizzato. È la prima cosa che un giornalista attento controlla, e per i sondaggi diffusi dai media la chiede anche il regolamento AGCOM (delibera 256/10/CSP).

Una citazione che dica qualcosa

La citazione è l’unico punto in cui c’è spazio per un’opinione. Usala per spiegare perché la notizia conta, non per ringraziare o dirti orgoglioso. Se la frase potrebbe stare nel comunicato di qualsiasi altra azienda, va riscritta. E deve essere di una persona reale, che l’ha approvata e che il giornalista può chiamare.

Pensa alla versione online

Oggi molte uscite sono su testate online, e questo cambia alcune cose.

  • Materiali facili da trovare. Raccogli ricerca completa, foto e documenti in un unico posto, per esempio una cartella stampa: un comunicato pieno di indicazioni diverse sembra pubblicità e fa perdere tempo a chi scrive.
  • Immagini pronte. Foto in alta risoluzione, con il credito da indicare e il permesso di usarle.
  • Una pagina sul tuo sito. Pubblica comunicato e materiali in una sezione per la stampa. Se la notizia è una ricerca, una pagina con risultati e metodologia permette al giornalista di verificare i numeri e ai lettori di approfondire.

Cosa pubblicare, comunque, lo decide la redazione. Quello che conta è che la notizia esca, con il tuo nome nel contesto giusto e davanti ai lettori giusti.

Tono e formato

Frasi brevi, un’idea per paragrafo, niente gergo. Metti il testo nel corpo dell’email e i materiali in una cartella online da scaricare: gli allegati pesanti possono non arrivare.

Gli errori più comuni

  • La notizia nascosta dopo tre paragrafi di storia aziendale.
  • Percentuali senza dire su quante persone sono state calcolate.
  • Citazioni di circostanza, del tipo “Siamo molto orgogliosi di…”.
  • Lo stesso testo inviato a centinaia di indirizzi, senza chiedersi chi segue davvero quel tema.

Esempio di comunicato stampa da copiare

Qui sotto trovi un comunicato completo, con la struttura che abbiamo visto. Usalo come traccia: sostituisci i contenuti con i tuoi e mantieni l’ordine delle parti.

Esempio di fantasia

L’azienda, le persone, i numeri e i contatti sono inventati: servono solo a mostrare la struttura.

COMUNICATO STAMPA
Bologna, 7 aprile 2026

La bici si ripara sotto casa: Ruotafelice porta a Bologna le officine mobili su prenotazione

Da lunedì 13 aprile quattro furgoni attrezzati coprono tutti i quartieri della città. Si prenota dall’app, il preventivo arriva prima dell’intervento e la riparazione si fa in strada, davanti a casa o all’ufficio.

Ruotafelice, il servizio torinese che ripara le biciclette a domicilio, arriva a Bologna. Da lunedì 13 aprile quattro officine mobili, ognuna con un tecnico specializzato, lavoreranno in tutti i quartieri della città dal lunedì al sabato. Chi ha un guasto prenota dall’app o dal sito, sceglie una fascia oraria e riceve il preventivo prima dell’intervento.

Bologna è la terza città del servizio, dopo Torino e Milano, ed è stata scelta in base alle richieste arrivate alla lista d’attesa dell’app.

“Tante bici restano ferme in cantina per un guasto da venti minuti, solo perché portarle in officina è scomodo”, spiega Luca Bianchi, cofondatore di Ruotafelice. “Noi togliamo proprio quel passaggio: il tecnico arriva, ripara e la bici torna in strada il giorno stesso.”

L’uscita del tecnico costa 15 euro, scalati dal prezzo della riparazione. Il servizio è attivo dalle 8 alle 20.

Foto in alta risoluzione e video, liberi per uso editoriale con credito “Ruotafelice”: ruotafelice.example/stampa

Chi è Ruotafelice
Ruotafelice è un servizio di riparazione di biciclette a domicilio nato a Torino nel 2023. Opera a Torino, Milano e Bologna con tecnici specializzati e officine mobili. Si prenota dall’app o dal sito.

Contatti per la stampa
Marta Rossi, ufficio stampa Ruotafelice
stampa@ruotafelice.example
Telefono: [numero diretto]

Perché funziona

  • Titolo e sommario, da soli, raccontano la notizia.
  • L’attacco risponde a chi, cosa, quando, dove e perché.
  • La citazione spiega il problema che il servizio risolve, con parole che nessun’altra azienda potrebbe usare.
  • Foto e video sono raccolti in un unico posto, la pagina per la stampa, e i contatti portano a una persona.

L’email di accompagnamento

Il comunicato non viaggia da solo: serve un breve messaggio che spieghi al giornalista perché la notizia può interessare proprio a lui. Ecco un esempio, anche questo di fantasia:

Oggetto: Bologna, da lunedì la bici si ripara sotto casa (foto disponibili)

Buongiorno Anna,

ho letto il suo articolo sulla mobilità in bici in città e penso che questa notizia possa interessarle: da lunedì 13 aprile, a Bologna, quattro officine mobili riparano le biciclette a domicilio, su prenotazione.

Trova il comunicato qui sotto e le foto, libere per uso editoriale, nella cartella indicata in fondo. Se le è utile, il cofondatore è disponibile per un’intervista entro venerdì.

Grazie per l’attenzione,
Marta Rossi, ufficio stampa Ruotafelice

A chi inviare un comunicato stampa

La lista giusta conta più del testo perfetto: pochi giornalisti scelti con cura valgono più di migliaia di indirizzi presi a caso. Parti da qui:

  • Giornalisti che hanno scritto di recente sul tema. Cerca articoli simili al tuo e guarda la firma.
  • Redazioni locali, per le notizie legate a un territorio: aperture, eventi, dati per città o regione.
  • Testate di settore, che seguono il tuo mercato con continuità.
  • Agenzie di stampa, come ANSA, Adnkronos o AGI, quando la notizia ha un interesse nazionale: i loro lanci possono essere ripresi da molte altre testate.

Per i contatti spesso bastano le firme, le pagine della redazione sui siti delle testate e i profili professionali dei giornalisti; esistono anche banche dati a pagamento dedicate ai media. Usa gli indirizzi solo per proposte pertinenti e rispetta chi ti chiede di non ricevere più comunicati.

Come inviare un comunicato stampa online

Per email, uno per uno

Invia email singole e personalizzate, mai un unico messaggio con tutti gli indirizzi in copia visibile: oltre a essere poco professionale, espone i contatti di tutti a tutti. Nell’oggetto scrivi la notizia, non solo “comunicato stampa”.

Scegli il momento

Evita i festivi e i giorni dominati da grandi notizie che non ti riguardano. Per lasciare ai giornalisti il tempo di preparare il pezzo puoi inviare il comunicato in anticipo con un embargo, cioè con data e ora prima delle quali non va pubblicato.

Un solo richiamo, se serve

Se dopo qualche giorno non hai risposta, puoi mandare un breve richiamo che aggiunga qualcosa: un dato locale, la disponibilità a un’intervista, una foto nuova. Il semplice “ha ricevuto il comunicato?” non dà al giornalista nessun motivo in più per risponderti.

E i siti di comunicati stampa?

Ci sono siti che pubblicano, gratis o a pagamento, i comunicati delle aziende. Non sostituiscono il contatto con i giornalisti: di solito hanno pochi lettori, e un comunicato pubblicato lì resta un comunicato, non diventa un articolo. Se li usi, considerali un archivio in più, non un’uscita sui media.

Dopo l’invio, controlla le uscite

Cerca il nome dell’azienda su Google e su Google News, o imposta un avviso con Google Alerts, e registra ogni uscita con testata, data, tipo di testata e titolo dell’articolo. Se un articolo contiene un errore, per esempio un nome o un dato sbagliato, puoi segnalarlo con garbo alla redazione: la correzione resta una sua decisione.

Comunicato stampa e Organic PR

Il comunicato è uno strumento, non una strategia. Nelle Organic PR accompagna storie pensate apposta per i media: una ricerca basata sui dati, il commento di un esperto su una notizia del giorno, il lancio di un’iniziativa.

Se la tua azienda ha notizie frequenti, un ufficio stampa digitale le propone ai giornalisti, una campagna dopo l’altra. Se non ne hai, puoi crearle con dati e ricerche o con le PR reattive, che agganciano il tuo punto di vista all’attualità. E l’obiettivo non è solo farsi vedere: ogni uscita rafforza la reputazione dell’azienda presso clienti, partner e investitori, e le menzioni sulle testate autorevoli contano anche per la visibilità nelle risposte dell’AI.

Domande frequenti

Quanto deve essere lungo un comunicato stampa?

Di solito basta una pagina. Se servono più dettagli, per esempio la metodologia di una ricerca, mettili in fondo o in un documento a parte: il giornalista deve capire la notizia senza scorrere.

Che differenza c’è tra comunicato stampa e articolo?

Il comunicato lo scrive chi dà la notizia e lo invia ai giornalisti. L’articolo lo scrive il giornalista, che decide cosa tenere, cosa verificare e quali altre fonti sentire.

Servono le foto in un comunicato stampa?

Sì, quando la notizia lo permette: il prodotto in uso, il luogo, la persona citata. Bastano poche immagini in alta risoluzione, con il credito da indicare e il permesso di usarle per scopi editoriali. Per una testata online un’immagine pronta può fare la differenza tra pubblicare subito e rimandare.

Posso pagare per far pubblicare il mio comunicato?

Puoi comprare uno spazio, ma a quel punto non è più una notizia: è un contenuto pubblicitario, che va presentato come tale. Le uscite ottenute perché la storia interessa alla redazione hanno un altro peso: il lettore sa che un giornalista ha scelto di raccontarla.

Serve un ufficio stampa per inviare un comunicato?

No, puoi farlo da solo seguendo questa guida. Un ufficio stampa ti fa risparmiare tempo nella scelta dell’angolo e dei giornalisti, e mantiene i rapporti con le redazioni nel tempo. Se vuoi capire se fa al caso tuo, scrivici.